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Robert Schumann, Franz Liszt e Richard Wagner per il secondo Concerto della Stagione sinfonica della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.

settembre 12, 2019

Venerdì 13 settembre (alle ore 20.30) e sabato 14 settembre (alle ore 18.00) al Teatro Lirico G. Verdi di Trieste le musiche di Robert Schumann, Franz Liszt e Richard Wagner; sul podio il Maestro Silvia Spinnato, al pianoforte Giuseppe Albanese.

Il secondo Concerto della Stagione sinfonica della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, in programma venerdì 13 settembre (alle ore 20.30) e sabato 14 settembre (alle ore 18.00), sarà diretto dal Maestro Silvia Spinnato, al Pianoforte il Maestro Giuseppe Albanese.

Giuseppe Albanese

Silvia Spinnato

L’Orchestra della Fondazione aprirà con Robert Shumann e l’Ouverture della sua unica opera lirica, Genoveva, realizzata tra il 1847 e il 1849, i cui punti di forza sono quelli tipici della musica schumanniana: espansività lirica, fantasia inventiva e profonda identificazione emotiva tutte ben presenti nell’Ouverture.

Quasi vent’anni furono necessari a Franz Liszt per portare a termine il secondo concerto per pianoforte e orchestra in la maggiore: iniziò la sua composizione nel 1839 e la concluse, dopo una lunga e laboriosa revisione, solo nel 1861, addirittura quattro anni dopo la prima esecuzione. La ricerca musicale di Liszt e il progressivo distaccamento dal virtuosismo e tecnicismo lo portò a comporre un Concerto in rottura con le convenzioni della tradizione sinfonica rivendicando una serietà e un peso ideologico ed espressivo nuovi per questo genere, segnando la via alla maggiore integrazione del solista nel tessuto orchestrale.

Il Parsifal è l’ultima opera di Richard Wagner il quale, ormai raggiunta la piena affermazione come autorità musicale, mette in scena la sua interpretazione molto personale del cristianesimo, in particolare la leggenda del Sacro Graal, influenzata della filosofia orientale. Lo fa nel segno di un rinnovamento stilistico che qui si fa minimale, sfumato, ipnotico, capace di ricreare, proprio nel Preludio un’atmosfera incantata, da favola, che rapisce lo spettatore fin dalle prime note.
A conclusione del Concerto torna Listz con il primo concerto per pianoforte e orchestra in mi bemolle maggiore. Anche questo concerto è frutto di un lavoro ventennale, con le prime bozze datate 1830 e la prima esecuzione del 1855. Con questo primo concerto il compositore ha voluto omaggiare la tradizione del genere, pur con numerose innovazioni, che vanno nella direzione di una fusione tra spettacolarizzazione dello strumento solista, che rimane tuttavia predominante e virtuoso, e discorso sinfonico.

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