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PER IL FESTIVAL VERDI 2019, ROBERTO ABBADO ALLA GUIDA DELL’ORCHESTRA E DEL CORO DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA, DIRIGE IL NUOVO ALLESTIMENTO DI LUISA MILLER, FIRMATO DA LEV DODIN.

settembre 21, 2019

Il prossimo 28 settembre, nel cantiere della Chiesa in corso di restauro nel cuore della città, sarà eseguita l’opera “Luisa Miller”, nell’edizione critica di Jeffrey Kallberg. 

Protagonisti Riccardo Zanellato, Francesca Dotto, Amadhi Lagha, Franco Vassallo, Martina Belli, Gabriele Sagona, Veta Pilipenko, Federico Veltri.

Chiesa di San Francesco del Prato

28 settembre, 5, 12, 19 ottobre 2019

 

La monumentale Chiesa di San Francesco del Prato del XIII secolo – per oltre duecento anni trasformata in carcere, poi abbandonata, oggi vero e proprio cantiere in corso di restauro nel cuore della città – ispira e accoglie Luisa Miller, la nuova produzione del Festival Verdi in debutto il 28 settembre 2019 alle ore 20.00 (recite 5, 12, 19 ottobre).

Sarà Lev Dodin, uno dei più grandi maestri del teatro russo, a firmarne, per la prima volta, l’allestimento, con le scene e i costumi di Aleksandr Borovskij, le luci di Damir Ismagilov, la drammaturgia di Dina Dodina, assistente regista Dmitrij Košmin.

L’opera, eseguita nell’edizione critica a cura di Jeffrey Kallberg, è realizzata in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e in collaborazione con la Diocesi di Parma e il Comitato per San Francesco del Prato.

Roberto Abbado_ph. Miro Zagnoli

Roberto Abbado, Direttore musicale del Festival Verdi, sarà alla testa dell’Orchestra e del Coro del Teatro Comunale di Bologna, maestro del coro Alberto Malazzi, e del cast con protagonisti Riccardo Zanellato (Il Conte di Walter), Francesca Dotto (Luisa) e Amadhi Lagha (Rodolfo) al loro debutto a Parma, Franco Vassallo (Miller), Martina Belli (Federica), Gabriele Sagona (Wurm), Veta Pilipenko (Laura), Federico Veltri (Un contadino) già allievo dell’Accademia Verdiana.

 

“Sono felice di riaccostarmi a Luisa Miller – racconta Roberto Abbado nelle sue note di direzione – opera caratterizzata da un sottofondo teologico e tratta da un autentico capolavoro del teatro tedesco come Intrigo e amore di Schiller. In essa Verdi si schiera contro l’assolutismo del potere, a difesa della libertà dell’individuo e quindi della libertà d’amare, denunciando così i privilegi di casta, osteggiati con giovanile ribellione. È evidente che in ogni scena di Luisa Miller c’è la presenza divina. Non c’è scena in cui Dio non venga nominato, l’opera è disseminata di preghiere, e anche quando queste non hanno la caratteristica formale di preghiere si tratta comunque di invocazioni, di richieste rivolte a Dio. A me pare perciò che al di là della vicenda del legame impossibile e a parte la rete di intrighi, gelosie, verità, menzogne, sia presente un livello superiore: come se le vicende dei personaggi e i loro rapporti fossero guidati da un disegno superiore”.

 

“La storia di Luisa Miller di Verdi nel suo nucleo nasconde lo scontro alla radice della vita, la lotta di due principi: il bene e il male – spiega Lev Dodin nelle sue note di regia. Questo scontro è complesso e contraddittorio: l’amore non solo si oppone tenacemente alla perfidia, ma nasconde la perfidia dentro se stesso. Rodolfo non perdona il tradimento, giustizia di propria mano non solo se stesso, ma anche l’amata.

Il desiderio di fare del bene al figlio trasforma Miller in assassino e annienta lo stesso padre. Mossa da un amore passionale e dal desiderio di essere corrisposta, Federica si pone involontariamente dalla parte del male. Sarà forse questa inscindibilità fra nobiltà e bassezza che ci fa soffrire e fa nascere tutti i nuovi conflitti della nostra vita? Per far sentire questi primordiali problemi della vita, incarnati nelle grandi note di Verdi, quale spazio sacrale migliore di una chiesa del tredicesimo secolo? La musica è sempre un dialogo con i Cieli. Ci piacerebbe che nella Chiesa di San Francesco Luisa Miller risuonasse come liturgia sull’amore. E radioso Mattutino. E Requiem singhiozzante”.

 

Ispirato al dramma Kabale und Liebe di Friedrich Schiller, il melodramma verdiano s’inserisce in un momento chiave dell’evoluzione artistica del Maestro. La scelta di un dramma borghese e la stessa innovativa impostazione dell’opera riflettono una svolta nell’evoluzione del musicista, ormai famoso e vicino a scrivere i capolavori di Traviata e Rigoletto. L’opera, su libretto di Salvadore Cammarano, andò in scena al San Carlo di Napoli l’8 dicembre 1849 con grande successo.

 

PROVE APERTE

 

Domenica 22 settembre, alle ore 20.00, Luisa Miller si svela in anteprima al pubblico degli Under 30 in occasione della prova antegenerale; i biglietti, al prezzo speciale di € 5,00 sono in vendita presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma e online su teatroregioparma.it. La prova generale, dedicata al pubblico delle associazioni e delle scuole, si svolgerà mercoledì 25 settembre alle ore 20.00; i biglietti saranno in vendita sabato 21 settembre a partire dalle ore 11.00 presso la Biglietteria del Teatro Regio di Parma, al prezzo di €10,00 per il pubblico e di € 5,00 per le associazioni che hanno aderito al progetto di Promozione culturale e che hanno già ricevuto conferma alla propria adesione.

 

LO SPIRITO DEI LUOGHI

 

All’indomani del debutto di Luisa Miller e già sullo sfondo il tema di Parma2020, Lo spirito dei loghi un incontro speciale ad ingresso libero, domenica 29 settembre alle ore 15.00, con la partecipazione del Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, sul rapporto tra tutela, valorizzazione e utilizzo dei luoghi monumentali di particolare interesse, come la Chiesa di San Francesco del Prato. Un’occasione per scoprire, nella conversazione condotta da Marco Carminati, scrittore e giornalista della Domenica del Sole 24ore, come nel progetto del regista Lev Dodin e del direttore Roberto Abbado l’opera lirica entra in relazione con l’opera architettonica in cui ha luogo, dando vita a un dialogo tra spazio e musica, capace di coinvolgere il pubblico in modo unico e totale.

 

VERDI RING

 

Per la prima volta al Festival Verdi, sotto lo chapiteau del Verdi Circus in Piazzale Picelli – a due passi dalla casa natale di Arturo Toscanini – direttori e registi salgono sul ring per un ideale, pacifico scontro-incontro con il pubblico in Verdi Ring: un’occasione di confronto sull’allestimento in scena al Festival Verdi e per scoprire gli aspetti meno conosciuti del loro lavoro e le suggestioni che hanno ispirato la creazione dello spettacolo. Carla Moreni Angelo Foletto modera l’incontro dedicato a Luisa Miller con Lev Dodin e Roberto Abbado lunedì 30 settembre 2019 alle ore 17.00.

 

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