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La Traviata alla Scala a gennaio, febbraio e marzo con due cast eccezionali.

dicembre 21, 2018

La Traviata alla Scala, preceduta il 7 gennaio, dal consueto appuntamento del ciclo “Prima delle prime” con gli Amici della Scala – Teatro alla Scala.

La traviata, si sa, è una delle tre opere più rappresentate nel mondo. Forse meno noto è che il suo debutto alla Fenice di Venezia, il 6 marzo 1853, sia stato disastroso. “La traviata, ieri sera, fiasco. La colpa è mia o dei miei cantanti?”, così disse Verdi a Emanuele Muzio. Certo il soggetto era scabroso per quei tempi, i cantanti in quell’occasione non erano eccezionali. Bastarono tuttavia alcune modifiche e cambiamenti perché l’opera, il 6 maggio 1854, nel Teatro San Benedetto riscuotesse un caloroso successo. “Allora fece fiasco, ora fa furore”.

La traviata che fa parte della famosa Trilogia (Rigoletto, Il trovatore, La traviata) nasceva in un periodo che Paolo Gallarati definisce di “laboratorio” ossia: abbandonati i contrasti che generavano squilibri troppo forti, quindi una mancanza di visione generale, Verdi elaborò una nuova idea di teatro, cercò nuovi libretti, elaborò un nuovo stile.

L’opera, su libretto di Francesco Maria Piave, si basa su La Dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio. Si dice che Verdi fosse rimasto fortemente colpito dal soggetto, dopo aver assistito a una rappresentazione della commedia, ma che si fosse deciso ad adottarlo solo dopo aver letto il testo inviatogli da Marie Escudier. Alla lettura seguì un lampo, tanto che la composizione dell’opera avvenne in breve tempo, in stretto contatto con il librettista in una “specie di euforia”. Verdi, più che mai convinto del suo lavoro, scrisse a Cesare De Sanctis: “A Venezia faccio La Dame aux camélias che avrà per titolo forse Traviata. Un soggetto dell’epoca. Un altro forse non l’avrebbe fatto per i costumi, pei tempi e per mille altri goffi scrupoli… Io lo faccio con tutto il piacere…”.

Qual è la tinta della Traviata? Paolo Gallarati, autore di Verdi ritrovato, la individua nel “tempo”. Nel tempo che scorre seguendo l’evoluzione della vita di Violetta: prostituta che si redime, diventa donna eroica, rinuncia all’amore, diventa angelo (evoluzione che si manifesta con voci diverse: agile e dotata di virtuosismo belcantistico nel I atto, intensa e drammatica nel II atto, infine straziante nella sofferenza nel III atto).

La traviata andrà in scena alla Scala l’11 gennaio 2019 con la direzione di Myung-Whun Chung. Tra gli interpreti due grandi del canto verdiano, Plácido Domingo e Leo Nucci che si alterneranno nel ruolo di Germont padre. L’opera tornerà nel sontuoso allestimento firmato da Liliana Cavani.

 Nell’incontro “Un soggetto dell’epoca”, con ascolti e video, parla de La traviata Gaia Varon, musicologa, docente all’Università IULM di Milano, all’Università Cattolica di Brescia e alla New York University di Firenze, autrice e conduttrice radiofonica di Radio 3 e Radio della Svizzera.

 

Teatro alla Scala – Ridotto dei Palchi “A. Toscanini”

Lunedì 7 gennaio 2019 ore 18

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

L’opera andrà in scena con questo calendario :

 

11, 13, 16, 20, 22, 27 gennaio;

2, 5, 8 febbraio; 12, 14, 17 marzo 2019

 

LA TRAVIATA

 

Melodramma in tre atti

Libretto di Francesco Maria Piave

Musica di GIUSEPPE VERDI

(Editore Casa Ricordi, Milano)

 

 

Prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 6 marzo 1853

Prima rappresentazione al Teatro alla Scala: 29 dicembre 1859

 

Produzione Teatro alla Scala

 

Direttore

 

MYUNG-WHUN CHUNG (gennaio e febbraio)

MARCO ARMILIATO (marzo)

 

Regia LILIANA CAVANI

Scene DANTE FERRETTI

Costumi GABRIELLA PESCUCCI

Coreografia MICHA VAN HOECKE

Luci MARCO FILIBECK

 

 

Personaggi e interpreti principali

 

Violetta Valéry           Marina Rebeka (11, 13, 16, 20, 22, 27 gen.; 2, 5, 8 feb.)

Sonya Yoncheva (12, 14, 17 mar.)

 

Alfredo Germont        Francesco Meli (11, 13, 16, 20, 22, 27 gen.; 12, 14, 17 mar.)

Benjamin Bernheim (2, 5, 8 feb.)

 

Giorgio Germont        Leo Nucci (11, 13, 16, 20, 22, 27 gen.; 2, 5, 8 feb.)

                                               Plácido Domingo (12, 14, 17 mar.)

 

Coro, Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala

Maestro del Coro BRUNO CASONI

 

Date:

Venerdì 11 gennaio 2019 ore 20 ~ abbonamento Prime opera

Domenica 13 gennaio 2019 ore 14.30 ~ fuori abbonamento

Mercoledì 16 gennaio 2019 ore 20 ~ turno M

Domenica 20 gennaio 2019 ore 14 ~ fuori abbonamento

Martedì 22 gennaio 2019 ore 20 ~ turno O

Domenica 27 gennaio 2019 ore 14.30 ~ fuori abbonamento

Sabato 2 febbraio 2019 ore 20 ~ fuori abbonamento

Martedì 5 febbraio 2019 ore 20 ~ ScalAperta

Venerdì 8 febbraio 2019 ore 20 ~ fuori abbonamento

Martedì 12 marzo 2019 ore 20 ~ fuori abbonamento

Giovedì 14 marzo 2019 ore 20 ~ fuori abbonamento

Domenica 17 marzo 2019 ore 14.30 ~ fuori abbonamento

 

 

Prezzi: da 250 a 15 euro

Prezzi recita ScalAperta: da 125 a 7,50 euro

 

Infotel: 02 72 00 37 44

http://www.teatroallascala.org

 

Myung-Whun Chung dirige La traviata

 

Il capolavoro verdiano torna nel classico allestimento di Liliana Cavani con Marina Rebeka, Francesco Meli e Leo Nucci per nove rappresentazioni dall’11 gennaio all’8 febbraio.

Il 12, 14 e 17 marzo tre ulteriori recite straordinarie sono dirette da Marco Armiliato,

che debutta al Teatro alla Scala con Sonya Yoncheva, Francesco Meli e Plácido Domingo.

 

Dopo il successo di Attila il 7 dicembre, il primo titolo del 2019 è ancora verdiano: il Teatro alla Scala riprende lo spettacolo firmato da Liliana Cavani nel 1990 per un totale di dodici rappresentazioni: le prime nove, dall’11 gennaio all’8 febbraio, saranno dirette da Myung-Whun Chung con Marina Rebeka come Violetta, Francesco Meli e Benjamin Bernheim ad alternarsi come Alfredo e Leo Nucci come Giorgio Germont; il 12, 14 e 17 marzo sul podio salirà Marco Armiliato e in palcoscenico Sonya Yoncheva, Francesco Meli e Plácido Domingo.

 

Myung-Whun Chung è senza dubbio uno dei direttori verdiani di riferimento del nostro tempo: alla Scala dirige La traviata per la prima volta dopo il grande successo riscosso con Simon Boccanegra e Don Carlo. È del dicembre 2018 l’apertura della stagione del Teatro La Fenice di Venezia con una lettura particolarmente apprezzata di Macbeth. Chung, il cui debutto alla Scala risale al 1989 sul podio della Filarmonica e al 1992 in buca per una sensazionale Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Šostakovič cui sono seguite Salome, Madama Butterfly e Idomeneo, ha recentemente diretto alla Scala anche Der Freischütz di Carl Maria von Weber.

 

Marina Rebeka, nata a Riga nel 1980, è tra i soprano più richiesti dai teatri di tutto il modo: ha cantato la parte di Violetta tra l’altro alla Wiener Staatsoper, al Metropolitan di New York e nello scorso febbraio all’Opéra di Parigi. Tra i suoi ruoli recenti ricordiamo inoltre Norma al Metropolitan. Interprete di riferimento per il repertorio verdiano è oggi Francesco Meli, che con Ernani lo scorso ottobre è giunto al suo sesto titolo del compositore di Busseto alla Scala dopo Otello (Cassio), Giovanna d’Arco, I due Foscari, Don Carlo e appunto La traviata, in cui è stato impegnato al fianco di Anna Netrebko e di Ailyn Pérez, cui si aggiunge la Messa da Requiem diretta da Riccardo Chailly. Con lui si alterna Benjamin Bernheim, tra i più brillanti tenori emergenti che in questi mesi è stato Nemorino, Tamino e Rodolfo alla Wiener Staatsoper, e che dopo le rappresentazioni scaligere sarà Alfredo anche al Covent Garden. Dal debutto scaligero ne Il barbiere di Siviglia diretto da Schippers nel 1977 Leo Nucci è un protagonista costante della vita artistica del nostro Teatro, in cui ha interpretato tutti i capisaldi del repertorio italiano, da Rossini a Donizetti, Verdi e Puccini con direttori come Abbado, Kleiber, Patané, Muti e Chailly. Nel settembre 2019 sarà di nuovo Rigoletto con i giovani dell’Accademia.

 

Liliana Cavani, figura di riferimento dello spettacolo italiano tra documentario, cinema, televisione, prosa e opera, ha firmato alla Scala regie di Manon Lescaut, Un ballo in maschera, La vestale e recentemente Alì Babà di Cherubini con l’Accademia. L’allestimento de La traviata con le scene di Dante Ferretti, i costumi di Gabriella Pescucci e la coreografia di Micha van Hoecke è andato in scena per la prima volta il 21 aprile 1990 con la direzione di Riccardo Muti e Tiziana Fabbricini, Roberto Alagna e Paolo Coni protagonisti. Nel corso degli anni è diventato un classico scaligero e nel corso di numerosissime riprese ha visto succedere a Muti Lorin Maazel, Carlo Montanaro e Nello Santi, mentre tra le protagoniste vanno ricordate almeno Andrea Rost, Angela Georghiu e Anna Netrebko.

 

Le rappresentazioni di marzo vedranno il debutto alla Scala in un’opera di Marco Armiliato, tra i direttori italiani più apprezzati nel mondo: i suoi prossimi impegni sono Tosca, Andrea Chénier e Aida alla Wiener Staatsoper, Madama Butterfly a Muscat, Manon a Zurigo, La traviata a Monaco e Adriana Lecouvreur al Festival di Salisburgo. Con lui un cast di stelle che vede il ritorno alla Scala di Sonya Yoncheva dopo il successo ne Il pirata, Francesco Meli come Alfredo Germont e il grande Plácido Domingo come Giorgio Germont.

Foto di Brescia-Amisano

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