Notizie e comunicati

Il direttore d’orchestra ungherese Ádám Fischer, domani 3 dicembre, salirà sul podio del Teatro del Maggio, per dirigere la Grande Messa in do minore per soli, coro e orchestra, K. 427  di Wolfgang Amadeus Mozart.

dicembre 2, 2019

Ádám Fischer,  sostituirà Zubin Mehta (lo scorso 17 ottobre il Maestro aveva annullato questo appuntamento) sul podio nel concerto in programma martedì 3 dicembre alle ore 20 al Teatro del Maggio.

Il direttore musicale generale dell’orchestra austro-ungarica Haydn, dirigerà uno dei capolavori della musica sacra di ogni tempo: la Messa in do minore per soli, coro e orchestra K 427 di Mozart.

Oltre alla Grande Messa in do minore per soli, coro e orchestra, K. 427 – prevista fin dall’inizio – è stato aggiunto al programma l’Ave Verum Corpus, in re maggiore, K 618 di Wolfgang Amadeus Mozart.

I quattro solisti che saranno impegnati – insieme all’Orchestra del Maggio – sono: Lenneke Ruiten, Genia Kühmeier, Julian Prégardien, Martin Summer.

 

Wolfgang Amadeus Mozart – Messa in do minore per soli, coro e orchestra, K. 427

Tra i capolavori di musica sacra di ogni tempo, la Messa in do minore per soli coro e orchestra KV 427 fu composta da Mozart dopo il suo trasferimento a Vienna. Dal 1781 Mozart è ormai libero dai vincoli che lo legavano al burbero arcivescovo di Colloredo – alle cui aspettative musicali doveva necessariamente rispondere fin tanto che lavorava al suo servizio – e può decidere in autonomia cosa e come comporre. La Messa in do minore infatti non è un’opera commissionata ma è frutto di un voto fatto dal giovane salisburghese affinché il fidanzamento con Constanze Weber avesse esito favorevole e si concludesse con le agognate nozze. Un’opera nata per decisione propria dunque, a cui Mozart lavorò tra il 1782 e il 1783, fino a quando altre composizioni più urgenti e retribuite lo distolsero dal portarla a termine. Delle sezioni che la compongono, solo Kyrie, Gloria, Sanctus e Benedictus furono ultimate, il Credo rimase incompiuto mentre l’Agnus Dei è totalmente mancante. La Messa fu comunque eseguita a Salisburgo il 26 ottobre del 1783 (vi cantava tra i solisti anche Constanze) con l’aggiunta di brani estrapolati da altre composizioni a rimpolpare le parti mancanti. Di struttura monumentale e complessa, la Messa in do minore rappresenta un esempio perfetto di polifonia barocca. La magistrale scrittura contrappuntistica sfoggiata da Mozart trova i suoi modelli di riferimento nei maestri del passato Bach ed Händel, conosciuti e studiati nella ricca biblioteca del barone van Swieten, mentre le sezioni di canto fiorito – gli assolo del soprano nel Kyrie e nel Laudamus te il duetto del Domine Deus – rimandano alla tradizione vocale italiana che Mozart aveva perfettamente assimilato e fatto propria.

 

Wolfgang Amadeus Mozart –  Ave Verum Corpus

Il breve mottetto per coro, archi e organo Ave Verum Corpus KV 618 spicca tra i brani più conosciuti e amati della produzione sacra mozartiana. Nell’estate del 1791 Mozart aveva raggiunto la moglie in villeggiatura a Baden e per sdebitarsi con l’amico Anton Stoll, direttore del coro locale, realizzò questa pagina che venne eseguita durante le celebrazioni della festa del Corpus Domini. Nell’Ave Verum Mozart adotta una scrittura omofonica per meglio sottolineare il significato del testo, realizzando pur nella brevità – solo quarantasei battute –  e con pochi mezzi strumentali – l’organico è ridotto ai soli archi e organo, vista la destinazione per la chiesa di paese – un gioiello di sobrietà e immediatezza espressiva.

Articoli correlati

Non ci sono commenti

Lascia un commento

Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
Leggi articolo precedente:
Riparte il Teatro Bellini di Catania con l’annuncio della stagione lirico-sinfonica e di balletto 2020.

Presentata sabato pomeriggio 30 novembre, nel foyer del teatro Vincenzo Bellini, la stagione lirico-sinfonica e di balletto 2020 del Teatro...

Chiudi