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Un quarto d’ora di applausi per la prima di Pagliacci ed entusiasmo del pubblico per Daniel Oren, che ha ricordato Zeffirelli.

giugno 16, 2019

Lunghi applausi per l’intenso Canio di Martin Muehle, la brillante Nedda di Valeria Sepe, per il Tonio di Amartuvshin Enkhbat e per la regia di Lorenzo Mariani con scene e costumi di Maurizio Balò.

 

Daniel Oren, in condizioni fisiche non ottimali ma indomabile nello spirito, ha trascinato la prima di Pagliacci, sabato 15 giugno al Teatro Massimo di Palermo, a un successo clamoroso: quindici minuti di ovazione al termine dello spettacolo per tutti e in particolare per il maestro, rimasto a ricevere gli applausi sul podio, circondato dall’affetto dell’Orchestra del Teatro e di tutta la sala.

Oren era già stato accolto con un lungo applauso al suo ingresso in sala, quando aveva ricordato con parole commosse Franco Zeffirelli, che il Teatro Massimo ha omaggiato ieri anche esponendo sulla scalinata una fotografia che lo ritrae durante le prove di Lucia di Lammermoor nel 1960 al Teatro Massimo: oggi sulla Web TV del Teatro Massimo verrà trasmessa La fille du régiment con le scene e i costumi disegnati da Zeffirelli nel 1959 per Palermo, l’allestimento più longevo del Teatro, riproposto per oltre cinquant’anni e portato anche in tournée in Oman. Sempre la Web TV del Teatro Massimo ha proposto ieri la diretta streaming di Pagliacci, seguita da migliaia di persone.

I protagonisti di Pagliacci, accolti tutti dall’entusiasmo del pubblico, sono stati un Canio intenso e sofferto, che ha commosso nell’aria alla fine del primo atto e nel finale dell’opera, interpretato dal tenore Martin Muehle, di ritorno a Palermo dopo l’Adriana Lecouvreur di due anni fa; una Nedda brillante e decisa, Valeria Sepe, beniamina del pubblico palermitano che l’ha già applaudita come Mimì e come Liù; un Tonio complesso, apprezzatissimo fin dal prologo per la voce e l’interpretazione, il baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat; un Beppe/Arlecchino partecipe e spigliato, il tenore Matteo Mezzaro; e il Silvio di Elia Fabbian.

A completare il cast Francesco Polizzi e Paolo Cutolo (due contadini).

Grande successo anche per il ritorno dell’allestimento del Teatro Massimo del 2007 con la regia di Lorenzo Mariani, scene e costumi di Maurizio Balò, con la coreografia di Luciano Cannito ripresa da Luigi Neri e le luci curate da Roberto Venturi.

Nelle prossime recite saranno in scena anche Carlo Ventre (Canio), Evgenia Muraveva (Nedda), Federico Longhi (Tonio) e Italo Proferisce (Silvio), mentre la recita del 21 giugno sarà diretta da Alessandro d’Agostini, che nella scorsa stagione ha diretto al Teatro Massimo L’elisir d’amore.

Ultimo impegno alla guida del Coro del Teatro Massimo per il maestro Piero Monti, che da settembre andrà a dirigere il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia. In scena anche il Coro di voci bianche diretto da Salvatore Punturo e il Corpo di ballo del Teatro Massimo.

La foto è di Rosellina Garbo

 

PAGLIACCI

15, 16, 19, 20, 21, 22, 23 giugno

Opera in un prologo e due atti

Musica e libretto di Ruggero Leoncavallo

Direttore Daniel Oren (15, 16, 19, 20, 22, 23) / Alessandro D’Agostini (21)

Regia Lorenzo Mariani

Scene e costumi Maurizio Balò

Coreografia Luciano Cannito

ripresa da Luigi Neri

Luci Roberto Venturi

 

PERSONAGGI E INTERPRETI

Canio Martin Muehle (15, 19, 21, 23) / Carlo Ventre (16, 20, 22)

Nedda Valeria Sepe (15, 19, 21, 23) / Evgenia Muraveva (16, 20, 22)

Tonio Amartuvshin Enkhbat (15, 16, 21, 23) / Federico Longhi (19, 20, 22)

Beppe Matteo Mezzaro

Silvio Elia Fabbian (15, 19, 21, 23) / Italo Proferisce (16, 20, 22)

Un contadino Francesco Polizzi

Altro contadino Paolo Cutolo

 

Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e Corpo di ballo del Teatro Massimo

Maestro del Coro Piero Monti

Maestro del Coro di voci bianche Salvatore Punturo

 

Allestimento del Teatro Massimo

 

Recite fino al 23 giugno, biglietti da 125 a 15 euro.

La biglietteria è aperta dal martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.00 e nei giorni di spettacolo a partire da un’ora prima e fino a mezz’ora dopo l’inizio.

 

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