Recensioni

La febbre del sabato sera riempie il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi.

gennaio 19, 2018

La febbre del sabato sera, un film che segnò gli anni ’70 riscuote successo anche come Musical.

Teatro Verdi di Brindisi gremito di spettatori attirati dal musical di Claudio Insegno che riporta indietro di quarant’anni ad un film/evento che con le sue musiche esaltanti  conquistò ed esaltò la gioventù degli anni ’70. Un film diretto da John Badham e interpretato da un giovane John Travolta, nato dalla suggestione di un articolo di inchiesta (in realtà frutto della fantasia di  Nik Cohn), pubblicato un paio d’anni prima sul «New Yorker Magazine», in cui si raccontava la cultura disco nella New York City in contrapposizione alla vita mondana delle classi agiate di Manhattan. Il successo del film fu assicurato dall’interpretazione di John Travolta nei panni di Tony Manero  e  dalla colonna sonora dei Bee Geees con canzoni intramontabili come «Stayin’Alive», «How deep is your love», «Night Fever», «You should be dancing» e tante altre ancora in voga oggi come «Symphonie no. 5», «More than a woman» e la celeberrima «Disco Inferno». L’intreccio della vicenda si svolge intorno alle vicende di un modesto ragazzo italo americano, Tony Manero, un ventenne estroverso ma molto incline alla rissa, in casa come fuori, che contrappone la voglia di emergere per il suo talento naturale per la danza alla vita grigia di commesso di un negozio di ferramenta. A questo scopo, il sabato sera, Tony e i giovani del quartiere si danno appuntamento nella mitica discoteca “Odyssey 2001” sfoggiando le loro abilità negli abiti più alla moda:   pantaloni a zampa d’elefante (molto in uso negli anni ’70) e le  camicie dai grandi colli a punta.  Ciò consente al protagonista di essere l’idolo incontrastato delle serate. Sullo sfondo degli avvenimenti  nelle piste luminose della discoteca «2001 Odyssey» emergono le inquietudini, le frustrazioni  riflesso delle stesse inquietudini e  frustrazioni delle famiglie delle periferie povere di questo gruppo di giovani emarginati. Nel musical è Francesco Italiani a calarsi nei panni del grande John Travolta: danzatore, cantante e coreografo, che sa farsi apprezzare soprattutto per le qualità di ballerino ma anche di cantante.  Al suo fianco la brillante Anna Foria nel ruolo di Stephanie Mangano, la ragazza di Brooklyn anche lei in cerca di emancipazione, con cui Tony intreccerà una difficile relazione, e la brava Arianna Galletti. La storia di questi giovani fa emergere anche altri temi: razzismo, le rivalità tra bande, l’emigrazione, la disuguaglianza tra classi sociali, la questione religiosa, i disagi sociali, in una parola la frustrazione degli ultimi. Interessanti le coreografie di Valeriano Longoni, le indimenticabili colonne sonore con la supervisione di Angelo Racz, il tecnologico impianto scenografico firmato da Roberto e Andrea Comotti arricchito dai video di Francesca Del Cupolo ed Erika Dolci. Belli anche i costumi della celebre Graziella Pera, il disegno luci di Valerio Tiberi e il disegno audio di Simone Della Scala. Uno spettacolo complessivamente piacevole che il pubblico ha gradito tributando applausi calorosi a tutti i protagonisti, sia durante che alla fine dello spettacolo .

Autore : Gaetano Laudadio

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