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Fondazione Petruzzelli: La travolgente magia della grande clownerie di Slava’s Snow Show.

marzo 11, 2019

Dal 13 al 17 marzo arriva a Bari un teatro magico, rituale, che nasce dalle fiabe e dai sogni, per tradursi in speranza, desideri, nostalgie.

I clown che hanno conquistato il mondo saranno al Teatro Petruzzelli con il loro strabiliante spettacolo dal 13 al 17 marzo con la magia di Slava’s Snowshow.

Si consiglia un abbigliamento comodo, anche il pubblico potrà essere coinvolto nello show e in sala potrebbe nevicare… Ideato da Slava Polunin, considerato “il miglior clown del mondo”, questo spettacolo è considerato “un classico del teatro del XX secolo” (The Times, Londra), visto in decine di Paesi, centinaia di città, da milioni di spettatori.

In scena dal 1993, la compagnia ha interpretato ben 6000 spettacoli, circa 400 all’anno, con oltre 4 milioni di spettatori sempre conquistati dal fascino irresistibile dei clown dello Slava’s Snowshow.

L’eccentrica pantomima, che Slava amorevolmente definiva con ironia “idiozia espressiva” gli è valsa una grande popolarità.
Asisyai, il clown più famoso di Polunin è una figura commovente e ironica, vestita di una tuta gialla da lavoro e con un paio di pantofole rosse soffici. Questo personaggio meditabondo, gentile e poetico è nato prendendo spunto dalla tristezza poetica dei clown di Leonid Engibarov, dalla raffinata filosofia della pantomima di Marcel Marceau, dall’umanità e dalla comica amarezza dei grandi film di Charlie Chaplin, considerati da Slava i suoi maestri.

Per il suo debutto, Asisyai è apparso davanti a milioni di spettatori nella puntata di Capodanno (1980-1981) della trasmissione televisiva “Light Blue Fame” in uno sketch con due enormi telefoni gonfiabili. Qui per la prima volta il pubblico ha ascoltato il suo discorso sull’amore, sulla solitudine, sul desiderio della comprensione umana, sulla felicità della scoperta e sull’amarezza della perdita che accompagna l’eroe di Polunin – e il clown stesso – al suo pubblico nei più disparati angoli del pianeta.

All’inizio Asisyai era un personaggio multi-sfaccettato; poteva essere gentile e spontaneo, ma ironico il minuto dopo, superbo nella sue convinzioni con il suo invincibile “Zya!”. Ne scaturì l’idea che ogni aspetto del personaggio poteva diventare un personaggio a sé stante.

Così è nata l’idea di un teatro di clown, ognuno diverso dall’altro, ma riconoscibile e familiare ad ogni singolo spettatore.
Questo caleidoscopio di personaggi si realizza nel rinnovamento del suo Licedei, un teatro fondato da Polunin stesso. Il Licedei ha un enorme successo in tutto il Paese. E’ il momento forse per riposarsi sugli allori, ma è proprio questo ciò di cui Slava non è capace.

Slava è determinato ad usare la popolarità acquisita nel suo paese e inizia, piano piano, a realizzare progetti molto ambiziosi e quasi impossibili. Il primo è la Parata dei Mimi del 1982 che riunisce più di 800 artisti provenienti da tutti gli angoli del suo Paese.

Poi, nel 1985 Polunin trova il coraggio per gettare uno sguardo al di là della Cortina di Ferro per ritagliare uno piccolo spazio non solo per se stesso ma anche per il pubblico moscovita; proprio nel 1985, infatti, invita a Mosca mimi e clown stranieri per un festival organizzato nell’ambito del World Gathering of Youth and Students.

Come passo successivo, Polunin si rende conto della necessità di non limitarsi solo al lavoro nel campo del teatro di strada; nasce in lui l’esigenza di cercare di affascinare e di accattivarsi tutti quei giovani clown da lui reclutati nel mondo della pantomima. Questo accade nel 1987 al primo festival del teatro di strada chiamato “Licedei”.

Un anno dopo, in occasione del ventesimo anniversario del Licedei, viene organizzato l’All Union Congress of Fools. Questo evento non è solo un festival di clown, ma diventa il gioioso funerale del teatro Licedei perché, come disse Stanislavskij, un teatro muore dopo venti anni di vita; pertanto, dopo aver posizionato sul palcoscenico alcune bare, tutti i partecipanti sono invitati ad assistere al requiem. Tutto si svolge con grande dignità e onore: le tristi congratulazioni, la processione lungo le strade e, infine, il cerimonioso navigare delle bare in fiamme lungo il fiume Neva.

L’apoteosi del rendere possibile l’impossibile e del realizzare l’irrealizzabile, si concretizza nel Mir Caravan (Caravan della Pace), un festival di teatro in viaggio attraverso l’Europa, da Mosca a Parigi in sei mesi.

Gli artisti vivono in camper, si esibiscono per strada e sotto i tendoni da circo: una grande riunione di esperienze teatrali dalla Russia, Francia, Italia, Spagna, Repubblica Ceca e Polonia che danno vita a una manifestazione epocale, una vera Odissea non senza difficoltà dovute alla novità del progetto e all’essere costantemente sotto i riflettori.

Nel 1989, tre mesi prima della caduta del muro di Berlino, i partecipanti del Caravan già eliminano all’interno della Compagnia i confini tra gli stati europei – per lo meno per una certa parte di loro.

Poco dopo, nasce l’Academy of Fools. Nell’arco di un paio di anni di attività sul suolo russo, l’Academy favorisce la rinascita dell’idea del carnevale: un carnevale nuovo, contemporaneo – non recuperato dal passato. In quello stesso anno, nel 1993, gli artisti dell’Academy muovono i primi passi su quella strada che li porterà poi nell’estate 2001 alla presentazione del cosiddetto “Nuovo Carnevale” alle World Theatre Olympics ai giardini dell’Hermitage di Mosca.

Inoltre, l’Academy of Fools organizza e presenta un festival intitolato Baby-Dury (il Festival delle Donne Matte) dedicato ai clown femminili. Una coorte di “Old Fools” guidata da Rolan Bykov portò il caos a Mosca, accogliendo tra le loro fila anche grandi clowns stranieri. Erano proprio quelli che qualche anno prima Slava aveva riunito a Mosca per la rassegna “The Best Clowns of XX Century”, tra gli altri: Boleslav Polivka, Jérome Deschamps, Franz-Joseph Bogner, Jango Edwards, Leo Bassi. Tra il 1993 e i progetti legati all’Academy of Fools, il nome di Polunin regna sulla bocca di tutti in Russia e lo spettacolo Slava’s Snowshow viene presentato in tutto il mondo e, oltre a conquistare nuovi Paesi, ama tornare in quelli che già lo conoscono e lo accolgono come una festa (in particolare Italia, Russia, Regno Unito, Francia Messico e Corea).

Nel corso dei suoi innumerevoli viaggi e tour, lo spettacolo riceve numerosi premi ottenendo sempre grandi successi di pubblico e di critica, al limite della vera e propria adorazione.

Una volta, una signora canadese ha inviato a Slava un appunto subito dopo lo spettacolo: “La tua neve scalda i nostri cuori. Grazie”.

Slava’s Snowshow è in programma al Teatro Petruzzelli mercoledì 13 marzo alle 20.30 (TURNO A) giovedì 14 marzo alle 20.30 (fuori abbonamento), venerdì 15 marzo alle 20.30 (TURNO B), sabato 16 marzo alle 16.00 (TURNO D), sabato 16 marzo alle 20.00 (fuori abbonamento), domenica 17 marzo alle 16.00 (TURNO C), domenica 17 marzo alle 20.00 (fuori abbonamento).

I biglietti sono in vendita al botteghino del Teatro Petruzzelli (aperto dal lunedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00) e on line su www.vivaticket.it
Informazioni: 080.975.28.10.

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