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I Percorsi musicali nordeuropei e The Age of Anxiety di Bernstein : Dennis Russell Davies al Teatro del Maggio con tre prime assolute a Firenze.

gennaio 15, 2020

Il maestro statunitense dirige l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino nell’Ouverture di Maskarade di Carl Nielsen, la Sinfonia n. 2 di Leonard Bernstein e la Sinfonia n. 1 in mi minore op. 39 di Jean Sibelius.

 

Il maestro Dennis Russell Davies dirige l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino in un’altra tappa dei Percorsi musicali nordeuropei, tema conduttore della stagione sinfonica 2019-2020, nel concerto in programma sabato 18 gennaio alle ore 20 al Teatro del Maggio. In programma tre brani tutti eseguiti per la prima volta a Firenze: l’Ouverture di Maskarade di Carl Nielsen, la Sinfonia n. 2 “The Age of Anxiety” di Leonard Bernstein e la Sinfonia n. 1 in mi minore op. 39 di Jean Sibelius.

 

 

Emanuele Arciuli

 

 

Al pianoforte siederà Emanuele Arciuli.

 

 

 

 

Dennis Russell Davies, nato a Toledo, in Ohio, nel 1944, vanta una lunga carriera internazionale come direttore d’orchestra e pianista con un vasto repertorio che spazia dal barocco alla contemporaneità. Apprezzato per il suo piglio innovativo, ha collaborato con molti dei maggiori compositori europei e americani come Luciano Berio, William Bolcom, John Cage, Manfred Trojahn, Philip Glass, Heinz Winbeck, Laurie Anderson, Philippe Manoury, Aaron Copland, Hans Werner Henze, Michael Nyman e Kurt Schwertsik.

 

Ad aprire il programma sarà un brano del danese Carl Nielsen, compositore principalmente noto per la sua produzione strumentale e, in particolare, per quella sinfonica, che tuttavia non mancò di dedicarsi anche alla composizione lirica. Da questa è tratta l’Ouverture di Maskarade, opera comica del 1906 ispirata all’omonima commedia del drammaturgo norvegese Ludvig Holberg. Scritta nel solco della tradizione settecentesca, quest’opera dai toni estremamente scanzonati consentì a Nielsen di dar sfogo alla propria spiccata attitudine per la musica ballabile, dichiarata fin dal tema frizzante e festoso di questo breve brano di apertura.

 

Jean Sibelius è il più celebrato compositore finlandese, già omaggiato al Maggio nel concerto del novembre scorso diretto dal maestro Joana Carneiro. La sua fama in vita raggiunse vette altissime in Europa e negli Stati Uniti, salvo poi sbiadire alla sua morte, e la circolazione dei suoi brani di pari passo. Legato al suo paese, per il suo lavoro attinse materiale dal folclore finnico, finendo spesso equivocato per intenti nazionalistici che non gli appartenevano. Sibelius fu anzi un compositore profondamente europeo, formatosi tra Berlino e Vienna senza mai fare mistero della sua ammirazione per Čajkovskij, Brahms, Wagner e Berlioz. Senz’altro la sua predilezione per i temi naturalistici, una tensione quasi tardo romantica, rifletteva nelle sue composizioni il carattere della terra d’origine, “di quei desolati paesaggi fatti di laghi, di cupe foreste e del granito rossastro delle coste”, come scrisse lui stesso.

 

E nelle atmosfere della natura nordica ci si trova fin dal primo dei quattro tempi della Sinfonia, l’Andante ma non troppo Allegro energico introdotto da una lunga e svagata melopea di clarinetto prima di irrobustire in un’orchestrazione che anticipa il materiale di cui si compone tutta l’opera: temi dilatati, energiche sferzate e un’estrema varietà di formulazioni armoniche e timbriche. Di conio più marcatamente čajkovskiano è il secondo movimento Andante ma non troppo lento, dal ritmo vigoroso sorretto dai timpani è invece lo Scherzo del terzo movimento. Il Finale è introdotto da un Andante seguito da un ampio e rapsodico Allegro molto, cui si addice l’opportuna indicazione “Quasi una fantasia”. Qui la sintassi sostanzialmente classica dei tempi precedenti lascia il posto a un flusso discorsivo privo di punteggiatura, nel quale materiali già uditi e nuovi episodi, ora di un lirismo ancora “alla Čajkovskij”, ora tumultuosi e violenti, si susseguono l’uno l’altro secondo una logica imperscrutabile, come volta all’accumulo. Tale “disordine”, frutto anche di una generosità melodica propria della giovane età del musicista, non intacca tuttavia la qualità di un’invenzione che si lascia ammirare per originalità e forza comunicativa.

 

A intervallare l’esecuzione dei due brani firmati dagli autori nordeuropei, un titolo che ha tutt’altre coordinate ma dal sicuro fascino: la Sinfonia n. 2 – The Age of Anxiety di Leonard Bernstein, brano per orchestra e pianoforte solo scritto dal compositore statunitense tra il 1948 e il 1949, poi rivisto nel 1965.

 

Al fianco di Davies, siederà al pianoforte Emanuele Arciuli, uno dei massimi conoscitori del repertorio statunitense per pianoforte novecentesco. Davies e Arciuli hanno già portato con grande successo la Sinfonia n. 2 – The Age of Anxiety di Leonard Bernstein al Ravenna Festival del 2018, in occasione dei 100 anni dalla nascita del compositore. A loro è affidata la prima esecuzione assoluta a Firenze.

 

Una sinfonia derivata dal poema The Age of Anxiety di Wystan Hugh Auden, un testo di 80 pagine apparso nel 1947 che entusiasmò Bernstein al punto di volersene avvalere per un lavoro basato sulla struttura già musicale della poesia. Nel testo, l’incontro casuale di tre uomini e una donna in un bar cittadino di Manhattan durante la guerra rende possibile una provvisoria apertura tra i quattro, favorita dall’alcool. Quando poi tutti si trasferiscono a casa della donna per starci fino all’alba, si innesta anche il motivo della sessualità, basata su una momentanea eccitazione. Nel finale emerge il tema della fede religiosa, intesa come catarsi.

 

Variando intorno a quattro temi principali, la Sinfonia presenta una ricchezza inesauribile di figure e di situazioni, un “teatro” immaginario in cui convivono soli in pianissimo, serie dodecafoniche, fragore bandistico, richiami jazz, pianoforte solistico. Si tratta, complessivamente, di un’opera che aspira a integrare in un’unica struttura una rassegna variegata di tutte le tecniche, di tutte le emozioni, di tutte le situazioni di cui l’autore poteva disporre negli anni in cui già si rivelava quel grande direttore d’orchestra che fu. E, nel far questo, fu ben cosciente di seguire le orme di ciò che ai loro tempi avevano fatto Bach nell’Arte della fuga, o Beethoven con le Variazioni Diabelli: lasciare una testimonianza di ordine in un’età davvero così complessa da generare l’ansia che Auden aveva posto nel titolo del suo lavoro.

 

Dennis Russell Davies

sabato 18 gennaio 2020, ore 20

 

Direttore

Dennis Russell Davies

 

Pianoforte

Emanuele Arciuli

 

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

 

Carl Nielsen

Maskarade, ouverture

 

Leonard Bernstein

Sinfonia n. 2, The Age of Anxiety

 

Jean Sibelius

Sinfonia n. 1 in mi minore op. 39

 

Il concerto sarà trasmesso in differita da Rete Toscana Classica

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