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Commozione per la Messa da Requiem eseguita al Teatro Petruzzelli, diretta da Renato Palumbo.

marzo 27, 2019

L’opera di Verdi è andata in scena sabato, 23 marzo, al Teatro Petruzzelli alla presenza di un folto pubblico, che ha riservato applausi a tutti i protagonisti.

La Messa da Requiem di Verdi (il cui titolo completo è : Messa da Requiem per l’anniversario della morte di Manzoni – 22 maggio 1874) è un’opera struggente, appassionante, che tutti i direttori, cantanti e coristi amano eseguire.  Vi è il senso di umiltà dell’uomo, angosciato dalla propria vita e dal dolore, davanti al Dio supremo.

La “Messa da Requiem” di Giuseppe Verdi al Teatro Petruzzelli

Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli

Direttore: Renato Palumbo

Soprano: Annalisa Raspagliosi

Mezzosoprano: Silvia Beltrami

Tenore: Luciano Ganci

Basso: Roberto Scandiuzzi

Maestro del Coro: Fabrizio Cassi

Suddivisione

  • Requiem et Kyrie (quartetto solista, coro)
  • Dies Irae
Dies irae (coro)
Tuba Mirum (basso e coro)
Mors stupebit (basso e coro)
Liber Scriptus, (mezzosoprano, coro)
Quid sum miser (soprano, mezzosoprano, tenore)
Rex tremendae (solisti, coro)
Recordare (soprano, mezzosoprano)
Ingemisco (tenore)
Confutatis (basso, coro)
Lacrymosa (solisti, coro)
  • Offertorium (solisti)
  • Sanctus (a doppio coro)
  • Agnus Dei (soprano, mezzosoprano, coro)
  • Lux Aeterna (mezzosoprano, tenore, basso)
  • Libera Me (soprano, coro)

La Messa fu composta nel 1874 per commemorare il primo anniversario della scomparsa di Alessandro Manzoni, ed eseguita per la prima volta nella Chiesa di San Marco di Milano, il 22 maggio 1874.

La notizia della morte di Manzoni, avvenuta il 22 maggio 1873,  colpì così profondamente Verdi da fornirgli l’occasione di comporre un’opera per il suo grande amico,  sul tema della morte che è sempre stato al centro dell’opera verdiana. Il conflitto di sentimenti e passioni che animano l’uomo davanti a questo mistero passa attraverso contrasti di forme, toni e colori musicali che vanno dalla prostrazione alla ribellione, dalla collera all’abbandono.

Il Requiem è, infatti, una riflessione sull’anima dopo la morte. Inizia piano, sottovoce, col Kyrie come le anime supplichevoli di fronte ad un giudice, per eslodere col Dies irae e chiudersi nel silenzio, nel cupo mormorio del Libera me, Domine, eco attonita di paura  dove  manca tuttavia l’elemento di cristiana speranza e rassegnazione. È un’opera struggente, impressionante, che i cantanti e direttori amano.

Johannes Brahms la definì «opera di un genio».

Infatti, è impossibile rimanere indifferenti davanti ad un’opera così sontuosa e commovente.

L’animo è rapito e l’ascoltatore coglie tutta la propria fragilità ed i propri limiti davanti a tanta immensità.

Ad eseguirla davanti al numerosissimo pubblico presente in teatro un cast di bravissimi cantanti : il soprano: Annalisa Raspagliosi (in sostituzione all’ultimo momento di Maria Teresa Leva), il mezzosoprano Silvia Beltrami, il tenore Luciano Ganci, il basso Roberto Scandiuzzi, il Coro e l’Orchestra della Fondazione Petruzzelli diretti dal M° Renato Palumbo.

Piace sottolineare la direzione energica e precisa del maestro Palumbo, assecondato dalla consueta bravura dell’Orchestra. Bravissimi il basso Roberto Scandiuzzi ed il tenore luciano Ganci, ed anche il mezzosoprano Silvia Beltrami. Perdonabile qualche incertezza del soprano Annalisa Raspagliosi, che non avendo potuto neanche provare, perchè chiamata all’ultimo momento, è del tutto giustificata. Bene il Coro.

Alla fine applausi sentiti per tutti.

 

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