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Applausi e grande successo per la prima al Teatro Massimo di Palermo di “Il ritorno di Ulisse in patria” di Claudio Monteverdi, nella versione di William Kentridge.

febbraio 8, 2019

Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi nella lettura di William Kentridge; in scena Philippe Pierlot alla guida del Ricercar Consort e le marionette della Handspring Puppet Company.

Applausi e grande successo per la prima al Teatro Massimo di Palermo di Il ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi, nella versione di William Kentridge, autore della regia e delle animazioni video, e di Philippe Pierlot, direttore alla guida del Ricercar Consort e curatore degli arrangiamenti musicali.

L’allestimento di William Kentridge è stato creato in collaborazione con la Handspring Puppet Company, fondata a Città del Capo nel 1981 e diretta da Adrian Kohler (autore anche delle scene con Kentridge e delle marionette e dei costumi) e da Basil Jones.

La versione di Kentridge, che insieme a Pierlot riduce la partitura di Monteverdi per adattarla alle esigenze dei movimenti delle marionette, parte dal prologo dell’opera, dove l’Humana fragilità è soggetta a Tempo, Fortuna ed Amore, per interrogarsi sulla fragilità odierna, che sempre più spesso diventa la fragilità dei nostri corpi; trasposta da Kentridge in scena nelle immagini tratte da radiografie, segno visibile della nostra interiorità.

Per l’artista sudafricano «il mondo al di fuori del nostro controllo, da proteggere con sacrifici e libagioni, è ora al nostro interno. La paura del fulmine di Giove è stata ridotta dall’invenzione del parafulmine, ma viviamo ancora nella paura del fulmine interno, l’infarto o qualche altra calamitosa sciagura interna che possiamo, nel migliore dei casi, solo cercare di evitare. Quindi, invece di bruciare l’olio nei templi, facciamo le devozioni quotidiane sul tapis roulant o in palestra (oppure no, e ci attiriamo l’ira degli dei), ingeriamo le nostre offerte, il calcio, gli anti-ossidanti, rinunciamo al burro, alla carne rossa, alle sigarette (oppure no, e attiriamo su di noi il rischio di una sciagura e il biasimo dovuto al bestemmiatore). Contro questa vulnerabilità si erge il coraggio utopico di Ulisse e di tutti gli eroi mitici».

Assistente alla regia per la ripresa Luc de Wit, scene di Adrian Kohler e William Kentridge, marionette e costumi sempre di Adrian Kohler per Handspring Puppet Company, luci di Wesley France. In scena i cantanti Jeffrey Thompson (Ulisse e Humana fragilità), Margot Oitzinger (Penelope), Jean-François Novelli (Telemaco e Pisandro), Antonio Abete (Nettuno, Antinoo e Tempo), Anna Zander (Melanto, Fortuna e Anfinomo), Hanna Bayodi-Hirt (Amore e Minerva) e Victor Sordo (Eumete e Giove) che oltre a cantare saranno accanto ai marionettisti della Handspring Puppet Company Busi Zokufa, Enrico Wey, Gabriel Marchand, Jonathan Riddleberger, Rachel Leonard per fare agire le marionette dei personaggi, a grandezza naturale. Alla testa del Ricercar Consort da lui fondato, Philippe Pierlot ha curato una revisione della partitura per un ensemble di viole da gamba, tiorbe e arpa: i musicisti, seduti in scena intorno al centro dove si svolge l’azione, diventano così anch’essi parte dello spettacolo.

L’allestimento originale del Ritorno di Ulisse in sala è stato prodotto nel 1998 da La Monnaie/De Munt (Bruxelles, Belgio), Handspring Puppet Company (Città del Capo, Sudafrica), Wiener Festwochen (Vienna, Austria), Kunsten FESTIVAL des Arts (Bruxelles, Belgio) con il supporto del governo fiammingo e ha avuto nel 2016 un nuovo allestimento per Quaternaire / Paris con il supporto dell’Asia Culture Center-Asian Arts Theatre (Gwangju, Corea del Sud), del Lincoln Center’s White Light Festival (New York City, U.S.A.) e del Musikfestspiele Sanssouci und Nikolaisaal (Potsdam, Germania).

Repliche venerdì 8 febbraio alle 18.30, sabato 9 febbraio alle 20.30 e domenica 10 febbraio alle 17.30. Biglietti da 85 a 14 euro. La biglietteria è aperta dal martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.00 e nei giorni di spettacolo a partire da un’ora prima e fino a mezz’ora dopo l’inizio.

La foto è di Rosellina Garbo

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