Recensioni

Al Teatro Petruzzelli in scena fino all’1 marzo: “Il Trovatore” di G. Verdi.

febbraio 22, 2018
Al Teatro Petruzzelli, il trovatore

Un buon successo del Trovatore  al Teatro Petruzzelli di Bari.

 

Dopo il grande successo e non solo di pubblico che si è avuto al Teatro Petruzzelli con l’Olandese Volante di Richard Wagner in gennaio, è andata ieri sera in scena la seconda opera della stagione lirica 2018 : “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi. Un’opera questa, che fa parte della trilogia popolare del grande musicista milanese, rappresentata nel 1853 all’Apollo di Roma, ed arrivata dopo il successo del “Nabucco” e poco prima di “Traviata”. Il libretto è di Salvatore Cammarano, morto improvvisamente appena terminato la scrittura, e modificato in parte dal suo collaboratore Leone Emanuele Bardare, su precise direttive di Verdi, prende spunto dal dramma d’ispirazione romantica “El Trovador” dello scrittore spagnolo Antonio Garcia-Gutierrez.  Un libretto assurdo e macchinoso, che richiede, perciò, che  una buona quantità di antefatti vengano narrati nel corso dell’opera. La vicenda si svolge nel Castello dell’Aljaferia a Saragozza  lungo due linee: una erotica e l’altra parentale. La prima è caratterizzata dal triangolo : Manrico, Leonora ed il Conte di Luna ed è il filo conduttore dell’aspetto romantico e presenta notevoli similitudini con l’Hernani di Hugo. Quella parentale vede al centro del dramma ancora il Conte di Luna, Manrico e la zingara Azucena, e si intreccia pienamente con l’altra.

L’opera verdiana, ricca di musica drammatica, richiede in questi quattro ruoli quattro interpreti all’altezza del ruolo.  Il pubblico, numeroso come sempre alle prime, ha affollato, questa prima serata del Trovatore ed a fine spettacolo ha applaudito tutti i protagonisti, ma non con molto coinvolgimento. La regia di Joseph Franconi Lee  non è sembrata molto avvincente.  La scenografia eccessivamente essenziale è sembrata togliere spazio alle masse dei protagonisti che si muovevano sul palco. I numerosi e lunghi cambi di scena hanno, probabilmente, fatto scemare l’emozione che si accumulava con la successione  drammatica degli avvenimenti. Tutte le arie più note sono state accolte con calorosi applausi:  “Di quella pira”, “Il balen del suo sorriso”, “Tacea la notte placida”, e la ”Zingarella”,  perché interpretate con la dovuta concentrazione drammatica ed abilità.  Bravi  tutti i protagonisti e anche gli altri interpreti secondari: Alessandro Spina, Elisabetta Farris, Blagoi Nacoski, Dario Lattanzio e Raffaele Pastore nei loro ruoli. Ottima anche la prova del Coro, diretto con competenza e bravura da Fabrizio Cassi. Ottima la direzione di Renato Palumbo, con l’Orchestra ed il coro del Petruzzelli. Tra  i quattro protagonisti principali, tutti davvero bravi,  Giuseppe Gipali (Manrico), Maria Teresa Leva (Leonora), Alberto Gazale (Conte di Luna) e  Carmen Topciu (Azucena), una particolare attenzione merita  quest’ultima   per la sua interpretazione appassionata e convincente.

L’opera si replica oggi e domani alle 20.30, sabato 24 e domenica 25 alle 18.00, martedì 27 e mercoledì 28, e giovedì primo marzo alle 20.30.

Autore : Gaetano Laudadio

 

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